EMILIA ROMAGNA TEATRO FONDAZIONE
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Stagione 2012/2013
musica e danza

TRAVIATA

Locandina:

coreografia, regia, scene, luci e costumi
Monica Casadei
assistente alla coreografia Elena Bertuzzi
con Vittorio Colella, Melissa Cosseta, Gloria Dorliguzzo, Chiara Montalbani, Gioia Maria Morisco, Sara Muccioli, Camilla Negri, Stefano Roveda, Francesca Ruggerini, Emanuele Serrecchia, Vilma Trevisan
musiche Giuseppe Verdi
elaborazione musicale Luca Vianini
drammaturgia musicale Alessandro Taverna
produzione Compagnia Artemis Danza/ Monica Casadei
coproduzione Fondazione Teatro Comunale di Ferrara, Festival Verdi - Parma
con il contributo di Ministero per i Beni e le Attività Culturali,
Regione Emilia Romagna-Assessorato alla Cultura, Provincia
e Comune di Parma

in collaborazione con
AterDanza


Date e Info: venerd́ 25 gennaio 2013 (ore 21)
Compagnia: Compagnia Artemis Danza/ Monica Casadei

Scheda:

 

TRAVIATA è il primo capitolo di un coraggioso progetto fi rmato da Monica Casadei, eclettica coreografa emiliana formatasi fra Italia, Inghilterra, Francia e vari soggiorni in Oriente: si tratta di Corpo a Corpo Verdi, che si propone di tradurre nel linguaggio della danza i melodrammi più celebri del più amato compositore italiano. La tappa successiva, Rigoletto, ha debuttato a Gennaio 2012 al Théâtre de Suresnes Jean Vilar di Parigi.

La storia di Violetta, cortigiana consumata dalla tisi che le crudeli regole di una società conformista condannano all’impossibilità di amare, nata dalle pagine del romanzo La Dame aux camélias di Alexandre Dumas fi glio, diventa prima dramma teatrale, poi opera lirica e infi ne balletto. Da Eleonora Duse a Sarah Bernhardt, da Maria Callas a Alessandra Ferri, la passione e il dolore di Violetta, attraverso la voce, il canto o l’emozione del corpo che danza, hanno fatto piangere intere generazioni. Del resto si tratta di una storia, scriveva il suo primo autore, che ha un merito: “quello di essere vera”. Marguerite, la protagonista del romanzo, è il nome di fantasia sotto cui si nasconde la figura storica di Marie Duplessis: morta di tisi, sepolta a Montmartre, amata dal giovane Dumas.

Dice Monica Casadei che “Violetta è un anelito, un sentire che la società ha avvilito, massacrato. Un cuore che non doveva battere”. Ed è dal suo punto di vista che la visionaria coreografa, insieme alla sua strepitosa compagnia, Artemis Danza, rilegge l’intera opera: al centro della scena, rifl essa da un suggestivo fondale argentato, è un’intensa Violetta, prima in bianco, poi in rosso, sempre moltiplicata in diverse interpreti, a scandagliare tutta la sua complessità femminile. Contro di lei si schiera una società maschilista e borghese espressa da un coro in nero, capitanata dal padre dell’amato Alfredo, Giorgio Germont.
Con la volontà di entrare nel dramma di questa donna a cui è negata la speranza di un sentimento d’amore, Artemis compie un viaggio coreografi co in cui la danza e l’opera duettano, dando corpo a un fl uire di immagini sbrigliato da qualsiasi volontà di aderenza didascalica, eppure legato a doppio fi lo al dramma di Violetta. Alla fine è il celebre Amami Alfredo a risolvere questo gioco di amore e morte con un urlo di disperazione e di solitudine, in una TRAVIATA molto femminile nella quale la partita non si gioca sulla decorazione ma sull’esplodere di una straordinaria energia fi sica che si fa specchio dell’anima.

ww.artemisdanza.com

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