EMILIA ROMAGNA TEATRO FONDAZIONE
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Stagione 2010/2011
Alessio Boni in

CARAVAGGIO. NERO D'AVORIO

Locandina:

concerto e monologo in sei stanze
testi di
Massimo Pulini
musiche di Fabrizio Sirotti
regia di Gabriele Marchesini
interpreti:
Alessio Boni voce solista
Marco Frattini batteria e percussioni
Fabrizio Sirotti pianoforte e programming
progetto di
Franco Pollini


Date e Info: domenica 7 novembre 2010

Scheda:

Il Teatro Bonci continua in una linea di attività che coniuga, ogni anno, la ricerca musicale con la letteratura, la filosofia, l'arte e la poesia: ne sono stati frutto i progetti dedicati a Nietzsche, a Poe, a Gödel, a Pavese, e per il 2010 Nero d’avorio, progetto musicale dedicato a Caravaggio, nel quarto centenario della morte.
Caravaggio e la musica: un rapporto da sempre avvertito dai critici e dagli storici dell’arte come nevralgico, fortemente significativo per l’interpretazione complessiva della sua opera. La musica del tempo di Caravaggio, sul finire del Cinquecento verso il Seicento, è ben identificata, è precisa e Caravaggio la rappresenta con estremo realismo. È scritta su partiture che il pittore dipinge con attenzione. Soggetti come i musici sono una dimostrazione della preferenza che
Caravaggio ha dimostrato nei confronti di questa forma espressiva.
"Per questo programma che idealmente, anche se non cronologicamente, inaugura la stagione musicale del Teatro Bonci, abbiamo chiesto a un un compositore contemporaneo, Fabrizio Sirotti, forlivese e parigino, di scrivere una composizione originale, suscitata dalla lettura delle opere di Caravaggio, una lettura tutta personale: gli strumenti sono quelli che caratterizzano la nostra epoca, oltre al pianoforte, lo strumento che ha rivoluzionato la musica moderna, il sintetizzatore, in grado di sviluppare una rete infinita di possibilità sonore, e le percussioni con la batteria, tipica degli ensemble di musica rock e pop.
Questa partitura musicale, eseguita con improvvisazioni di natura jazzistica, accompagna ed è accompagnata da un testo d’arte, scritto dal critico cesenate Massimo Pulini, di forte impatto drammaturgico che, integrato da immagini di opere, di particolari, di elementi scelti nel grande bagaglio che Caravaggio ci ha lasciato, vuole guidarci in un percorso emozionante, non didascalico, al contrario teatrale e appassionato, di lettura e interpretazione di elementi significativi dell’opera del pittore lombardo, con un’attenzione particolare alle sue rappresentazioni del Battista - un tema privilegiato da tanti pittori, a cui nel contempo a Cesena nella Galleria
d’arte e in Malatestiana è dedicata un’importante esposizione - alla sua visione teatrale dello spazio, alle influenze indirette e forse anche consapevoli delle tragedia shakespeariane, con le quali comunque ha in comune la rappresentazione di esiti sanguinari della vita umana, anzi addirittura la condivisione del punto di vista del condannato, dell’uomo nell’attimo della morte, nell’istante del trapasso. Questo progetto per essere realizzato in modo adeguato aveva bisogno di teatro, di protagonisti sulla scena, innanzitutto strumentisti, lo stesso Sirotti e Marco Frattini alle percussioni, ma soprattutto di un regista teatrale, Gabriele Marchesini, che qui coniuga magistralmente i diversi linguaggi della scena per presentarci un concerto, rappresentato in forma di spettacolo, con una lettura dell’opera rivoluzionaria di Caravaggio centrata sulla sua visione teatrale della prospettiva e della rappresentazione. Ma aveva bisogno di una voce e di un volto, di un attore che incarnasse Caravaggio che volgesse in prima persona il testo di Pulini, che soprattutto avesse la qualità e l’autorevolezza per valorizzare la presentazione che lo stesso pittore ci propone, nella finzione teatrale, delle sue opere e della sua vita. Alessio Boni è la migliore scelta possibile per questo ruolo: possiede le corde giuste per entrare
e uscire dal personaggio al quale per altro ha dato già il proprio volto in uno sceneggiato televisivo di successo, ma soprattutto ha la rara qualità per interagire con la partitura musicale e la tessitura teatrale, qui necessaria per la migliore riuscita del progetto."
Franco Pollini


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