EMILIA ROMAGNA TEATRO FONDAZIONE
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Stagione 2013/2014
Alessandro Gassmann

RIII - RICCARDO TERZO

Locandina:

di William Shakespeare
traduzione e adattamento di Vitaliano Trevisan
con (in o. a.) Alessandro Gassmann, Manrico Gammarota, Mauro Marino, Marta Richeldi, Giacomo Rosselli, Marco Cavicchioli, Sabrina Knaflitz, Sergio Meogrossi, Emanuele Maria Basso
e con la partecipazione di Paila Pavese
ideazione scenica e regia Alessandro Gassmann
scene Gianluca Amodio
costumi Mariano Tufano
musiche originali Pivio & Aldo De Scalzi
light design Marco Palmieri
videografia Marco Schiavoni

sabato 25 gennaio ore 16,30
Cinema San Biagio
proiezione del film documentario ESSERE RICCARDO... e gli altri
di Giancarlo Scarchilli
a seguire
Alessandro Gassmann INCONTRA il pubblico
biglietto € 3


Date e Info: da giovedý 23 a domenica 26 gennaio 2014 (giov., ven. e sab. ore 21, domenica ore 15,30) - sabato ore 16,30 proiezione e incontro al Cinema San Biagio
Compagnia: Teatro Stabile del Veneto, Teatro Stabile di Torino, SocietÓ per Attori con la partecipazione produttiva di Lugano InScena

Scheda:

"R III va davvero al cuore degli spettatori. Ed è un'opera straordinaria."

Massimiliano Lussana, Il Giornale

Descritto dagli storici inglesi come un sovrano deforme e sanguinario, che ha sacrificato ogni legame umano per assicurarsi due anni di potere, nell'universo poetico di Shakespeare Riccardo III diviene l'incarnazione stessa del male. Il fascino perenne di questa figura "demoniaca" ha sedotto generazioni di artisti e, alla fine, anche Alessandro Gassmann, convincendolo a misurarsi, per la prima volta, con il genio del Bardo.

Sotto "l'incombenza di gigantesche ombre familiari" (è indelebile il ricordo dell'istrionico Vittorio), Gassmann figlio impone all'attenzione generale la sua maturità d'artista firmando - quasi "demiurgo" nelle vesti di regista, ideatore della scena, produttore e protagonista - uno spettacolo grandioso: un caso nazionale, ipercelebrato dalla critica, che ha portato a teatro anche migliaia di giovani.

Il punto di partenza di questa straordinaria avventura è stato per Gassmann l'incontro con la scrittura raffinata e sferzante di Vitaliano Trevisan, a cui il regista ha chiesto di "tradurre" il dramma in un'opera contemporanea, con una lingua diretta, alta ma non antica, capace di restituire il testo alla sua dirompente attualità: perché, come sottolinea, la falsità e la corruzione dell'anima sono marchi anche del presente e "il teatro di Shakespeare non è un museo, è il miracolo teatrale di ogni tempo".

Dalla sala del trono a un campo di battaglia, dove appaiono fiamme, popoli, cavalli: l'ambientazione gotica, alla Tim Burton, muta continuamente, grazie alle video proiezioni, e coinvolge lo spettatore in un viaggio dal sapore cinematografico, nel cuore di una moderna "macchina della visione".

Su tutto giganteggia un Riccardo Gassmann fuori misura (grazie a calzari speciali raggiunge più di due metri d'altezza in una scena leggermente ridotta rispetto alla consuetudine teatrale): il volto increspato dal ghigno dell'odio, incede claudicante, con un braccio che pende amorfo dal fianco. Una forma inquietante, non più umana, che riesce a proiettare su chi guarda l'ombra mostruosa del male.

  

 

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