EMILIA ROMAGNA TEATRO FONDAZIONE
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Stagione 2013/2014

UNA NOTTE IN TUNISIA

Locandina:

di Vitaliano Trevisan
con Alessandro Haber
e con Maria Ariis, Pietro Micci e Roberto Trifirò
uno spettacolo di Andrée Ruth Shammah
con la collaborazione di
Barbara Petrecca per le scene e i costumi
Gigi Saccomandi per le luci
Yuval Avital per la scenografia sonora di Mise en abîme
sperimentazione sonora realizzata da RAI-Direzione Strategie Tecnologiche con il CRIT di Torino
e il CPTV di Milano
i cieli proiettati sul fondale sono di Piero Guccione


Date e Info: mercoledý 26 e giovedý 27 marzo 2014 (ore 21)
Compagnia: Teatro Franco Parenti

Scheda:

"Una maschera tragica che non riusciremo a dimenticare."

Domenico Rigotti, Avvenire

Gli ultimi giorni di vita di Bettino Craxi, controversa incarnazione della disfatta della prima Repubblica italiana, sono la materia in cui si muove l'affilata drammaturgia di Vitaliano Trevisan per trarre dalla cronaca politica una tragedia contemporanea: Una notte in Tunisia compone una perfetta metafora sulla caduta del potere, molto vicina ai lividi archetipi shakespeariani.

L'allestimento di Andrée Ruth Shammah tratta il testo proprio come un classico del teatro, con mano sicura e leggera, collocando un Alessandro Haber "in stato di grazia" in uno spazio candido - che richiama una tenda berbera - onirico palcoscenico del lucido, logorroico delirio del protagonista.

Il signor X, noto politico italiano "in esilio volontario" ad Hammamet, è gravemente ammalato.
Sono con lui soltanto la moglie, l'inseparabile segretario e il fratello, ospite inatteso, arrivato come medico per verificare le cartelle cliniche tunisine che non lasciano speranze sulla prognosi di X.
Nel delirio delle sue giornate da moribondo lui scrive memorie e proclami di rivincita postuma.
Ma un sogno gli fa balenare un'idea per evitare la fine...

Vittima o carnefice?
Trevisan non offre un giudizio sull'uomo politico: ciò che gli interessa è riflettere sulla paralisi e sui sogni a cui può consegnarsi una persona, che è stata potente, al termine della sua parabola.
Il signor X legge ossessivamente i suoi scritti, ripercorre pensieri dominati da rabbia, impotenza e dolore.
È ancora un politico che arringa, narcisista che cita se stesso, un retore che continua inutilmente a misurare il suo carisma in un clima di solitudine e di sconfitta.
La tragedia si intreccia con il comico, fino allo scarto surreale del colpo di scena conclusivo.

Calandosi in un personaggio complesso, che pare uscito dalla penna di Beckett o di Thomas Bernhard, Alessandro Haber offre una delle sue più alte prove d'attore: la sua recitazione fisica, fatta di energia pronta ad esplodere, costruisce il protagonista sfuggendo all'imitazione ma suggerendolo con una partitura vocale e gestuale intensissima.

 

 

www.teatrofrancoparenti.it


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