EMILIA ROMAGNA TEATRO FONDAZIONE
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Stagione 2013/2014

GIUDIZIO, POSSIBILIT└, ESSERE

Locandina:

di Romeo Castellucci
con Chiara Causa, Silvia Costa, Laura Dondoli, Irene Petris
e la partecipazione di Luna Bendandi, Carolina Cangini, Ilaria Dalle Donne, Evelyn Facchini, Rosabel Huguet, Viviana Mancini, Elisa Menchicchi, Chiara Montalbani, Aglaia Mora, Nuvola Vandini
tecnico del suono Matteo Braglia
produzione Benedetta Briglia, Cosetta Nicolini
organizzazione Valentina Bertolino, Gilda Biasini
prodotto da Socìetas Raffaello Sanzio
in collaborazione con Teatro A. Bonci di Cesena
con il sostegno di Comune di Cesena/ Emilia Romagna Teatro Fondazione
con il contributo di Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione Emilia Romagna, Provincia di Forlì-Cesena

in ANTEPRIMA nell’ambito di Màntica 2013 festival organizzato dalla Socìetas Raffaello Sanzio


Date e Info: Palestra G. Spinelli (ex G.I.L.) via Natale Dell'Amore, 17 da venerdý 18 a domenica 20 ottobre 2013 (ven. e sab. ore 20, dom. ore 17)
Compagnia: Socýetas Raffaello Sanzio

Scheda:

“Cerco una palestra. Una grande camera presa a prestito per fare delle prove. Un posto trovato, senza riscaldamento, cui si accede attraverso la puzza degli spogliatoi; un posto ‘sbagliato’ per il teatro.
E invece no. Una palestra, ora, come luogo esatto, come compimento dell’eresia e della bellezza inattuale di Hölderlin. La poesia di Hölderlin sarà proferita in una palestra in forma clandestina, fuori dai cablaggi ortodossi del teatro istituzionale. È esercizio, disciplina, lavoro sul presente.
Assistere alla sequenza astratta di un esercizio, all’ellittica di un gesto silenzioso che fende l’aria, o ascoltare l’articolazione di un verso come affermazione, signifi cherà contemplare uno spazio vuoto, preparato proprio attraverso le cose viste e udite; uno spazio reso disponibile (come recitano certe inquietanti pubblicità stradali su tabelloni bianchi). Conseguire uno spazio senza contenuto come luogo di rivelazione. Rinunciare al discorso, alla consolazione stereotipata della denuncia, della predica sulla compassione e della junk culture. Cercare l’eleganza assoluta e inumata nella forma; cercare la precisione glaciale di un’estetica sorvegliata fi no al midollo, intesa qui come radicalismo politico. Tutto questo è necessario e deve nascere proprio in un luogo brutto, sbagliato, lontano dai teatri.
Nella luce fi gurativa dello sguardo dello spettatore tutto sarà giudizio, possibilità, essere, secondo le stesse parole del Poeta. Nell’Antica Grecia - cui Hölderlin si è rivolto per tutta la vita - il Ginnasio era il luogo della preparazione dei giovani in vista delle gare atletiche. I giovani, solo dopo il Ginnasio, inauguravano la vita adulta potendo affrontare la guerra. Nella prosa di Hölderlin ci si riferisce continuamente alla giovinezza, ma non in termini anagrafi ci. E allora chi è questo adolescente, cosa vuole e cosa rappresenta?
Il giovane è l’inattuale, colui che non vive nel suo tempo, colui che per contrarium, è il contemporaneo e per il quale tutto è sempre nuovo. Colui al quale sarà affi dato il compito di parlare a questa epoca dal tempo differito di una rappresentazione. Sarà l’Empedocle, l’eretico che abbandona la città per salire la montagna e gettarsi nel fuoco dell’essere.
In palestra, accolti provvisoriamente sui cuscini del salto in alto o della ginnastica artistica, si potrà assistere a una partitura testuale - quasi niente di più - legata strettamente a La morte di Empedocle di Hölderlin. Il gruppo dei personaggi della tragedia sarà interpretato da una compagnia di giovani donne.
Sono studentesse di una scuola? - o forse membri di una qualche comunità femminile? Stanno provando uno spettacolo a porte chiuse?
Una cosa sola sembra certa: sono uscite dal teatro per trovare il proprio del teatro.”

Romeo Castellucci

www.raffaellosanzio.org


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