EMILIA ROMAGNA TEATRO FONDAZIONE
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Stagione 2014/2015
Chiara Guidi

MACBETH SU MACBETH SU MACBETH Uno studio per la mano sinistra

Locandina:

da William Shakespeare

adattamento e regia di Chiara Guidi

musiche originali di Francesco Guerri e Giuseppe Ielasi

collaborazione artistica di Francesca Grilli

con Anna Lidia Molina, Agnese Scotti, Chiara Guidi

violoncello Francesco Guerri

cura del suono Giuseppe Ielasi

attrezzeria Carmen Castellucci

luci e scenotecnica Giovanni Marocco

macchinismo Stefano Cortesi

organizzazione Cosetta Nicolini, Valentina Bertolino

produzione Socìetas Raffaello Sanzio

in coproduzione con Festival Orizzonti di Chiusi - Fondazione Orizzonti

in collaborazione con Teatro A. Bonci di Cesena

con il sostegno di Comune di Cesena

un particolare ringraziamento a Fabrizio Borghesi, Annamaria Cimitile, Roberta Ioli, Rubina Giorgi, Claudia Castellucci, Chiara Savoia e Alice Keller

l’attività generale della Socìetas Raffaello Sanzio è sostenuta da Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione Emilia Romagna, Comune di Cesena 

 

nell'ambito di Màntica 2014 Osservatorio Sperimentale organizzato dalla Socìetas Raffaello Sanzio

 

è possibile prenotare presso la biglietteria di Màntica (0547 25566, prenotazioni@raffaellosanzio.org) posti limitati, prenotazione consigliata


Date e Info: Teatro Comandini 8-10 dicembre 2014 (ore 21)
Compagnia: Socģetas Raffaello Sanzio

Scheda:

"In Macbeth l’azione non si compie mai fino in fondo.
Il Re non sa essere Re. La finzione diventa impossibile.
Di fronte a questa aporìa, la natura del teatro si interroga profondamente.
Quale teatro può resistere in questa confusione di piani, reali e linguistici?
Quale teatro può tollerare un attore incapace di fingere?
C'è una lotta in questa tragedia che si gioca tutta nell'oscurità dell'anima e nella natura non esposta del linguaggio umano.
Nulla è per me tranne ciò che non è.
Alla voce di tre attrici il compito di interpretare tutta la tragedia. Di bocca in bocca il corpo del poeta si frantuma in pezzi: il testo si spezza in arbitrari emistichi per nominare quell’unica profezia che contagia, come un morbo, tutte le presenze. E mentre il destino trova la sua unica voce, il suono accompagna lo sguardo nel vuoto della scena assumendo l’assenza come tema fondante della tragedia.

Ho orchestrato alcuni versi del testo affidandoli alla voce delle attrici e al suono del violoncello di Francesco Guerri. Sulla figura del violoncello ha lavorato anche l’artista visiva e performer Francesca Grilli evidenziando il gesto dell’archetto il cui movimento diventa paradigmatico rispetto al tagliare del coltello. Il suono, allora, ripropone continuamente il gesto del pugnale ribadendone in modo ossessivo la memoria.
La scena è solo apparentemente vuota. Oggetti invisibili hanno una loro collocazione sulla scena e  lì, sul contrassegno del loro posto, prima appaiono e poi scompaiono, oppure prima sono evidenti e poi non si mostrano più pur continuando ad essere presenti nella memoria.
Il suono di Giuseppe Ielasi misura questa assenza e accompagna lo sguardo del pubblico nel vuoto.
E se al suono della voce delle attrici e dei musicisti, all’inizio, è affidata la creazione di uno spazio dove, anche nel buio, lo spettatore possa vedere i colori, le forme, gli oggetti e le figure, alla fine il fuoco che Francesca Grilli accende sull’archetto consumerà anche il suono, come quando un grande fuoco brucia le stoppie prima di una nuova semina” (Chiara Guidi)

www.raffaellosanzio.org


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