EMILIA ROMAGNA TEATRO FONDAZIONE
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Stagione 2015/2016

TONI SERVILLO LEGGE NAPOLI

Locandina:

testi di Salvatore Di Giacomo, Eduardo de Filippo, Ferdinando Russo, Raffaele Viviani, Mimmo Borrelli, Enzo Moscato, Maurizio De Giovanni, Giuseppe Montesano, Antonio De Curtis (Totò), Michele Sovente
con Toni Servillo
Teatri Uniti

intervista a Toni Servillo


Date e Info: mercoledý 27 e giovedý 28 aprile (ore 21)

Scheda:

Una esperienza unica.
“il Manifesto”

Con questo toccante omaggio alla cultura partenopea Toni Servillo, fuoriclasse del teatro e del cinema italiani, si immerge nella sostanza verbale di poeti e scrittori che di Napoli hanno conosciuto bene la carne e il cuore.
È il ritratto di una città dai mille volti e dalle mille contraddizioni, divisa fra l’estrema vitalità e lo smarrimento più profondo, una città di cui la lingua è il più antico segno.

Dieci poeti e scrittori, testimoni della città nel passato e nel presente, che offrono il quadro sintetico di una realtà impietosa, ai limiti del paradosso. Accanto a poemetti ormai considerati fra i grandi classici del Novecento come Lassamme fa’ a Dio di Salvatore di Giacomo e De Pretore Vincenzo di Eduardo De Filippo, due liriche di Ferdinando Russo, ‘A Madonna d’‘e mandarine e E’ sfogliatelle, e l’attualissima Fravecature di Raffaele Viviani; la sanguigna e veemente invettiva de A sciaveca di Mimmo Borrelli e la lingua contemporanea, colta ed allusiva di Litoranea di Enzo Moscato, tagliente riflessione sulle contraddizioni e sul degrado di Napoli. Assolutamente inedite e composte per la circostanza sono O vecchio sott’o ponte di Maurizio De Giovanni, che racconta l’inumano dolore per la perdita di un figlio, e Sogno napoletano di Giuseppe Montesano, in cui, dichiarata la dimensione onirica, l’apocalisse lascia il passo ad un salvifico, auspicato, risveglio delle coscienze. Entrambe si infrangono nella successiva sequenza, aspra e feroce, di Napule, crudo ritratto della città scritto da Mimmo Borrelli.
Novanta intensi minuti che l’attore conclude con 'A livella di Totò, Primitivamente di Raffaele Viviani, ‘Nfunno di Eduardo De Filippo e Cose sta lengua sperduta di Michele Sovente.

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