EMILIA ROMAGNA TEATRO FONDAZIONE
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Stagione 2016/2017

QUALCUNO VOLÒ SUL NIDO DEL CUCULO

Locandina:

DI DALE WASSERMAN

DALL’OMONIMO ROMANZO DI KEN KESEY

TRADUZIONE GIOVANNI LOMBARDO RADICE

ADATTAMENTO MAURIZIO DE GIOVANNI

CON DANIELE RUSSO, ELISABETTA VALGOI

E CON MAURO MARINO, GIACOMO ROSSELLI, ALFREDO ANGELICI, EMANUELE MARIA BASSO, DAVIDE DOLORES, DANIELE MARINO, GILBERTO GLIOZZI, ANTIMO CASERTANO, GABRIELE GRANITO, GIULIA MERELLI

SCENE GIANLUCA AMODIO    

COSTUMI CHIARA AVERSANO

DISEGNO LUCI MARCO PALMIERI

MUSICHE ORIGINALI PIVIO & ALDO DE SCALZI

VIDEOGRAFIE MARCO SCHIAVONI

UNO SPETTACOLO DI ALESSANDRO GASSMANN

FONDAZIONE TEATRO DI NAPOLI

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sabato 8 ore 17.30, foyer del Teatro: la Compagnia INCONTRA il pubblico

 

progetto "Un invito al Teatro - No limits": lo spettacolo di domenica 9 sarà audiodescritto per non vedenti e ipovedenti

Per informazioni e/o prenotazioni è possibile contattare il Centro Diego Fabbri di Forlì info@centrodiegofabbri.it tel. 0543 712819

 

 

dettagli del progetto


Date e Info: da giov. 6 a sab. 8 aprile (ore 21), dom. 9 aprile (ore 15.30)

Scheda:

funziona a meraviglia
Masolino d'Amico, “La Stampa

Qualcuno volò sul nido del cuculo racconta - così la definisce Maurizio de Giovanni, lo scrittore che l’ha adattata per lo spettacolo - una grande storia. È uno spietato atto di accusa contro i metodi coercitivi adottati all’interno dei manicomi ma rappresenta anche una straordinaria metafora sul rapporto tra individuo e potere costituito, sui meccanismi repressivi della società, sul condizionamento dell'uomo da parte di altri uomini. Un grido di denuncia che scuote le coscienze e fa riflettere.
Il romanzo, pubblicato nel 1962 da Ken Kesey dopo l’esperienza come volontario in un ospedale psichiatrico californiano, diviene testo teatrale a Broadway nel ’71 per mano di Dale Wasserman e da qui nasce la sceneggiatura dell'omonimo film di Miloš Forman, interpretato da Jack Nicholson, entrato di diritto nella storia del cinema. Ora la drammaturgia di Wasserman è di nuovo in scena, rielaborata dallo scrittore napoletano senza tradirne la forza e la sostanza visionaria ma efficacemente avvicinata a noi: è il 1982, siamo nell'Ospedale psichiatrico di Aversa.

Se la vicenda, all'epoca del romanzo, focalizzava il tema delle condizioni dei soggetti psichiatrici in un periodo in cui si stava affacciando con urgenza sulla scena sociale, oggi rimette in discussione la questione proprio in coincidenza con la recente chiusura definitiva dei famigerati Ospedali Psichiatrici Giudiziari.

Scegliendo di affrontare, ancora una volta, una questione attuale e di forte tensione etica, Gassmann dirige un cast convincente in uno spettacolo che commuove e diverte, con la sua vivace e personalissima cifra tra cinema e teatro che immediatamente cattura il pubblico di ogni età.

teatrobellini.it


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