EMILIA ROMAGNA TEATRO FONDAZIONE
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Stagione 2009/2010

LA TEMPESTA

Locandina:

di William Shakespeare
con Umberto Orsini, Flavio Bonacci, Rino Cassano, Gino De Luca, Francesco Di Leva, Francesco Feletti, Carmine Paternoster, Rolando Ravello, Enzo Salomone, Federica Sandrini, Francesco Silvestri, Salvatore Striano
regia Andrea De Rosa
spazio scenico Alessandro Ciammarughi, Andrea De Rosa, Pasquale Mari
scene e costumi Alessandro Ciammarughi
luci Pasquale Mari
suono Hubert Westkemper


Date e Info: Venerd́ 18 dicembre 2009 (turno H) Sabato 19 dicembre 2009 (turno I), ore 21 - Domenica 20 dicembre 2009 (turno L - ore 15,30)(turno G - ore 21)
Compagnia: Teatro Stabile di Napoli, Emilia Romagna Teatro Fondazione, Teatro Eliseo

Scheda:

La tempesta, uno dei testi più affascinanti di Shakespeare, è la nuova sfida registica di Andrea De Rosa che con questo allestimento, produzione di Teatro Stabile di Napoli, Emilia Romagna Teatro Fondazione e Teatro Eliseo per la stagione 2009-2010, consolida la collaborazione con Umberto Orsini - nata nel 2007 con la creazione dello spettacolo Molly Sweeney da Brian Friel - in un bel connubio fra nuovi talenti e grandi maestri del teatro italiano.

Questo dramma colloca molti dei leitmotiv shakespeariani nella dimensione misteriosa del sovrannaturale: totalmente dominato dalla figura del mago Prospero, che determina la vicenda costruendo una serie di percorsi in cui i personaggi sono costretti a muoversi, si snoda come una mappa preordinata, nell’isola in cui approdano i naufraghi della tempesta scatenata per vendetta dal protagonista. Con le sue arti Prospero attira a sé i suoi nemici.
Ne La tempesta temi importanti come la vendetta e il perdono, la morte e la rinascita, le colpe dei padri espiate dai figli, la schiavitù e la ricerca della libertà sono affrontati alla teatralissima luce dell'illusione e del sogno: Prospero - cui Orsini regala voce e corpo - nello spazio nudo e fantastico della sua isola diviene il potere stesso, la sua incarnazione magica e arcana, la sua capacità di inventare leggi e obblighi, concessioni ed esclusioni, trame di vita.
Shakespeare gioca in questo dramma tutta la forza di un'allegoria che polverizza letteralmente la verità storica.

“La tempesta somiglia a un labirinto. Come in una casa di specchi, ogni volta che intravedi una via d’uscita, questa uscita si rivela essere dalla parte opposta a quella che avevi immaginato. Come in un miraggio o in un sogno, quando provi ad afferrare qualcosa, l’oggetto su cui credi di aver messo le mani si dilegua. Finché capisci che ciò che conta non è l’uscita e che non c’è nulla da afferrare. Stare ad ascoltare le domande che il testo ti pone e restarci dentro (restare dentro alle domande, al labirinto) è l’unica via.”

Andrea De Rosa


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