EMILIA ROMAGNA TEATRO FONDAZIONE
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Stagione 2011/2012
FABRIZIO GIFUNI presenta

L'ingegner Gadda va alla guerra (o della tragica istoria di Amleto Pirobutirro)

Locandina:

un’idea di Fabrizio Gifuni (da Carlo Emilio Gadda e William Shakespeare)
con Fabrizio Gifuni
regia Giuseppe Bertolucci
disegno luci  Cesare Accetta
direttore tecnico  Hossein Taheri 

in collaborazione con Teatro delle Briciole Solares Fondazione delle Arti


Date e Info: da martedý 6 marzo a mercoledý 7 marzo 2012 ore 21

Scheda:

Uno dei volti più intensi del nuovo cinema italiano, FABRIZIO GIFUNI, interprete di film come Il partigiano Johnny e La meglio gioventù e, in TV, di personaggi storici come Paolo VI e Franco Basaglia, si confronta con il genio amaro e tragicomico del Gran Lombardo, Carlo Emilio Gadda. E il risultato è una prova d'attore "indimenticabile" (Nicola Arrigoni, Sipario), che parla al nostro presente.

Diretto da Giuseppe Bertolucci, GIFUNI si rivolge alla biografia del grande autore, scegliendo due testi che raccontano periodi fondamentali e fra loro lontani del suo percorso: i Diari di guerra e di prigionia, resoconto lucido e fedele della partecipazione alla Prima Guerra Mondiale e l’esilarante Eros e Priapo, grottesco referto sulla psicopatologia erotica del ventennale flagello fascista.

Ben si adatta al talento di GIFUNI, al suo costante impegno nell'arte civile, l'immensa forza di denuncia che questa scrittura contiene: L’ingegner Gadda va alla guerra è un viaggio che ci conduce fino ad oggi, alla scoperta "di un popolo mai cresciuto", per "riannodare i fili di una tela in brandelli. La tela di un paese chiamato Italia." 

"Un Amleto ormai vecchio, sempre più debole di nervi, collerico. Solo con i suoi fantasmi. [...] Così inizio a immaginare Gadda. Un Amleto Pirobutirro (protagonista-ombra del suo più grande romanzo, La cognizione del dolore) che riavvolge il nastro delle sue nevrosi camminando a ritroso - come un granchio - sulle tavole della memoria. . [...] Fino ad arrivare alla ferita originaria. . [...] La partecipazione dell’Ingegnere al Primo Conflitto Mondiale, la disfatta di Caporetto, la detenzione nei campi di prigionia tedeschi e la morte del fratello Enrico, modificheranno per sempre la vita dello scrittore. Ma il dolore non è mai solo fatto privato. Anzi. Si fa sempre inesorabilmente pubblico. Con progressione implacabile, la furia del Gaddus inizia a montare e ad abbattersi, a colpi d’ascia, sul suo paese - che è pur pronto a difendere con la vita - sul suo popolo e sui suoi governanti. Scritti dall’assai scomodo osservatorio delle trincee, i suoi Diari di guerra e di prigionia squarciano il velo su qualsiasi retorica patriottarda per farsi atto d’amore autentico e doloroso. [...] Con il trascorrere degli anni (quanti?), la demenza totale di un popolo frenetizzato ha ora consegnato il suo paese a un tiranno che si preoccupò de le femmine; al delirio narcissico di un ultra-istrione, auto-erotomane affetto da violenza ereditaria [...] L’atto di conoscenza con che nu’ dobbiamo riscattarci - dice Gadda in Eros e Priapo - prelude la resurrezione, se una resurrezione è tentabile da così paventosa macerie."
Fabrizio Gifuni

"uno straordinario assolo" "una mostruosa ricchezza di intonazioni e una partecipazione da far venire la pelle d'oca" "una serata emozionante di smarrimento e presa di coscienza" Franco Quadri, La Repubblica

"intenso, folgorante" "magnifico interprete" "Fabrizio Gifuni è strepitoso" Magda Poli, Corriere della sera


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