EMILIA ROMAGNA TEATRO FONDAZIONE
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Stagione 2011/2012

KARAMAZOV

Locandina:

da I Fratelli Karamazov di Fëdor Dostoevskij
adattamento e regia César Brie
con César Brie, Mia Fabbri, Daniele Cavone Felicioni, Gabriele Ciavarra, Clelia Cicero, Manuela De Meo, Giacomo Ferraù, Vincenzo Occhionero, Pietro Traldi, Adalgisa Vavassori


Date e Info: mercoledý 29 febbraio 2012 ore 21
Compagnia: ERT - Emilia Romagna Teatro Fondazione

Scheda:

Prodotto da ERT per la stagione 2011-12, il KARAMAZOV di César Brie, liberamente tratto da Dostoevskij, nasce dalla riduzione teatrale di parte del romanzo russo: con i giovani allievi del Cantiere delle Arti, Brie si avvicina a uno dei grandi capolavori della letteratura europea per sottolinearne, ancora una volta, l'enorme e lascito etico e spirituale.

Attore, regista e pedagogo argentino, César Brie ha scritto una pagina importante della ricerca italiana e internazionale, puntando sempre sulla forza espressiva dell'attore e sui grandi temi che da sempre riguardano l'umanità.

Secondo Brie, l’ultimo romanzo di Dostoevskij, finito qualche mese prima della morte, esprime la summa dei temi che hanno ossessionato lo scrittore russo: la fede, il vizio, l’amore, la passione, e la giustizia. Il romanzo è anche una critica di fondamentalismi religiosi, sette, socialismo e capitalismo, dei quali anticipa orrori e fallimento. Una risata amara sull’idiozia e sulla follia umana.

Secondo le parole di Brie, ogni personaggio di questo romanzo rappresenta i paradigmi dell’animo umano: ”la passione e l’istinto (Dimitri), la ragione e il dubbio (Ivan); la bontà e la purezza (Alekséj); il risentimento e la vendetta (Smerdjakov); la cattiveria, il sentimentalismo, l’egoismo e l’edonismo (Fedor il padre); la santità (lo Starets)…Risaltano anche, quasi sempre muti e inermi, i bambini. [...] Lo strazio del dolore infantile percorre il romanzo e ci riporta al dolore di tutte le guerre, all’ingiustizia del dolore come misura degli uomini, di cui pagano il fio gli innocenti.”

Brie lavora su una scena totalmente spoglia, lasciando parlare i pochi oggetti che la abitano: “Vedo nell’allestimento pupazzi di bambini, corde, indumenti appesi e il coro degli attori. Coro che renda plurale l’intimo, e intimo il sociale. Dove le voci dialoghino in dissenso in un testo ridotto all’osso. Spero venga fuori il senso grottesco e carnevalesco occulto nel romanzo."

Nel luglio di quest’anno César Brie è stato segnalato e riconosciuto dalle compagnie teatrali italiane come Maestro della Scena ed a tal titolo premiato nell’ambito del Festival di Radicondoli, per anni diretto dal critico de La Repubblica Nico Garrone, a cui il premio è dedicato.
 


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