EMILIA ROMAGNA TEATRO FONDAZIONE
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Stagione 2011/2012

TONI SERVILLO legge Napoli

Locandina:

di e con Toni Servillo
testi di Salvatore Di Giacomo, Eduardo de Filippo, Ferdinando Russo, Raffaele Viviani, Mimmo Borrelli, Maurizio De Giovanni, Enzo Moscato


Date e Info: da luned́ 19 marzo a marted́ 20 marzo 2012 ore 21 - ANNULLATO
Compagnia: Teatri Uniti

Scheda:

TONI SERVILLO, l'attore italiano "più premiato d'Europa" (Rita Cirio, L'espresso), memorabile interprete di film come Noi credevamo, Il divo  e Gomorra, dedica un commosso omaggio a Napoli, la splendida città in cui da sempre convivono vitalità e disperazione, simbolo mondiale della cultura italiana.
E compie un viaggio poetico dalla tradizione alle grandi voci del presente napoletano, da Lassammo fa’ Dio…di Salvatore Di Giacomo a Vincenzo De Pretore di Eduardo De Filippo, da Ferdinando Russo a Fravecature di Raffaele Viviani fino a e ai testi contemporanei di Mimmo Borrelli, Maurizio De Giovanni ed Enzo Moscato, con il suo dialetto colto e allusivo.
Il dialetto napoletano si mostra lingua intensa, capace di conservare un'assoluta vitalità: “una lingua condivisa che attraversa le classi, unifica le varie funzioni in modo perfetto, come non accade in molte altre parti d'Italia" la definisce SERVILLO mentre aggiunge: "Il dialetto è una ricchezza che non deve marcare una differenza. Guai se parlare una lingua locale - per sua natura viva, materna, calda - servisse a prendere le distanze, escludere chi non la conosce”. Effusione lirica e denuncia sociale, tragedia popolare e barocco si mescolano con  la drammaturgia contemporanea che racconta l’oggi con la sua disincantata realtà.

"un quadro sintetico ma esaustivo delle pulsioni e delle pratiche di Napoli così come sono state espresse in scritti emblematici [...] il grido più alto che mai abbiano levato la poesia e il teatro in nome della dignità e dell'orgoglio di Napoli, al di là di ogni mediazione intellettualistica e di ogni mistificazione consolatoria." Enrico Fiore, Il Mattino

"Fa bene alla salute, anche dei non napoletani, il dialetto di Salvatore Di Giacomo, Raffaele Viviani, Eduardo De Filippo, Totò: il filo conduttore una riflessione sulla morte, disincantata e a volte tragicomica, a cui Servillo offre un'adesione esente da tentazioni di folclore e di autocompiacimento. Il che non è poco per l'attore più premiato d'Europa." Rita Cirio, L'espresso


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