Locandina:
(PS: nell’umile versione pop)
di e con Paolo Rossi
musiche composte ed eseguite dal vivo da Emanuele Dell’Aquila
regia Carolina De La Calle Casanova
produzione La Corte Ospitale – Compagnia del Teatro Popolare
organizzazione e distribuzione La Corte Ospitale
con la collaborazione di Fondazione Giorgio Gaber
Sarà Paolo Rossi, giullare dei giorni nostri, l’interprete di questo Mistero Buffo, testo rappresentato in tutto il mondo in oltre cinquemila allestimenti, che ha portato al suo autore, Dario Fo, la massima delle onorificenze possibili: il Premio Nobel per la Letteratura.
Legato a Fo da una personale amicizia, Paolo Rossi incarna perfettamente, con le sue incredibili qualità istrioniche, lo spirito della sua scrittura. Il grammelot, melange linguistico fortemente onomatopeico inventato dall’autore, che richiama i dialetti del nord Italia, è una sorta di artificio utilizzato fin dal Medioevo da giullari, attori itineranti e compagnie di comici dell'arte, che recitavano nelle strade e nelle piazze usando intrecci di lingue e dialetti diversi miste a parole inventate con una mimica marcata, per farsi capire da tutti.
Dario Fo, che fin dagli anni ‘70 si è dedicato allo studio della storia del teatro medievale, ricrea a modo suo quel mondo perduto e riattualizza la figura del giullare, interprete dei malumori del popolo verso i detentori del potere. Rileggendo in chiave ironico-grottesca i misteri religiosi, sottolinea le mistificazioni di avvenimenti storici e letterari che si sono succedute nel corso dei secoli.
Ritorna lo sghignazzo del giullare, quella sotterranea coscienza civile che si rigenera nel riso liberatorio e nell’irriverenza del comico.