EMILIA ROMAGNA TEATRO FONDAZIONE
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Stagione 2010/2011

PIAZZA D’ITALIA

Locandina:

dal romanzo di Antonio Tabucchi
regia Marco Baliani
con Patrizia Bollini, Daria Deflorian, Gabriele Duma, Simone Faloppa, Renata Mezenov Sa, Mariano Nieddu, Alessio Piazza, Naike Anna Silipo, Alexandre Vella
scene e costumi Carlo Sala
assistente scene e costumi Roberta Monopoli
musiche Mirto Baliani
drammaturgia Maria Maglietta
Teatro di Roma


Date e Info: da sabato 12 febbraio a domenica 13 febbraio 2011

Scheda:

Dal primo romanzo di Antonio Tabucchi, Premio Campiello 1994 per Sostiene Pereira, Marco Baliani, uno dei maestri del teatro narrazione, trae una nuova epopea teatrale a più voci: prodotto dal Teatro di Roma, Piazza d'Italia è uno spettacolo fatto di coscienza storica, cicli popolari e emozioni forti, sostenuto da una troupe di attori davvero capaci di coinvolgere.
L'affresco di cento anni di storia nazionale, dall'Unità d'Italia ai primi anni sessanta, è filtrato dalla vita di una famiglia di lavoratori toscani, di fede garibaldina: nel 1860 uno di loro, Plinio, parte con i Mille e Garibaldo, l'ultimo dei discendenti, muore durante una manifestazione intorno al 1960, sotto i colpi della polizia. Sono passati, intanto, le campagne d'Africa, l'emigrazione, la grande guerra, gli scioperi, il fascismo, la resistenza. Come in un albero genealogico varie generazioni si sono innestate le une sulle altre, intrecciandosi con le vicende del paese, un immaginario Borgo dell'alta Toscana, e dei suoi abitanti, ma anche con la più grande storia italiana. Lo spettacolo conserva la coralità epica della scrittura, in un alternarsi di scene d’insieme e di singole narrazioni, con improvvise "cadute nel dramma", a dialoghi serrati, che subito dopo si scompaginano in una presenza collettiva. Attori e attrici sono funzioni di un coro, entrano ed escono dalla scena come frammenti di una continua galleria fotografica.
Dal bianco e nero del dagherrotipo alle prime fotografie di famiglia degli anni sessanta, color pastello, scene e costumi, insieme alle luci, restituiscono il "colore" che quegli anni hanno nella nostra memoria, in un viaggio nel tempo materializzato da una macchina scenica rotante.
La musica segna ogni cambio generazionale, ogni passaggio di epoca, rivisitando melodie di un patrimonio condiviso.
La particolare forza della scrittura di Tabucchi si traduce in una intensa recitazione fisica "Ed è proprio la qualità della presenza scenica degli attori", spiega il regista, "del loro linguaggio drammaturgico, che permetterà a questa storia del nostro passato di rifuggire dalla trappola di un rivisitato neorealismo e di farsi di colpo specchio della nostra contemporaneità."


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