EMILIA ROMAGNA TEATRO FONDAZIONE
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Stagione 2013/2014
Scena solidale - ABBONATI IN ANTICIPO Prosa e Essai

GIORNI FELICI

Locandina:

di Samuel Beckett
traduzione Carlo Fruttero (Giulio Einaudi editore)
con Nicoletta Braschi e Roberto De Francesco
regia Andrea Renzi
scene e costumi Lino Fiorito
luci Pasquale Mari
suono Daghi Rondanini
aiuto regia
Costanza Boccardi 




Date e Info: martedý 3 e mercoledý 4 dicembre 2013 fuori abbonamento (ore 21)
Compagnia: Melampo/ Fondazione del Teatro Stabile di Torino

Scheda:

Nicoletta Braschi, artista cesenate ormai celebre in tutto il mondo, sarà Winnie nella nuova versione di un classico del teatro dell'assurdo, Giorni felici di Samuel Beckett.

Diretta da Andrea Renzi, la Braschi, insieme a Roberto De Francesco, accetta la sfida estrema lanciata da Beckett all'arte dell'attore: in un inesorabile percorso di riduzione ai minimi termini del linguaggio teatrale, l'autore condanna i due personaggi del dramma non solo all'impossibilità di un vero dialogo ma addirittura all'immobilità, in un’alternanza insensata di scene che sono il cuore di una straordinaria esplorazione della vita ai margini della follia.

La protagonista, all'inizio della pièce già sepolta fino alla vita in un cumulo di sabbia, parla incessantemente rivolta al marito, che dal buco in cui vive, dietro di lei, emette monosillabi e legge citazioni dal giornale: mentre la sabbia inghiotte i loro corpi, Winnie professa il suo insensato ottimismo, accarezzando la rivoltella che tiene in mano...

"Il deserto di Winnie e Willie", scrive Renzi, "cosa ci dice del nostro tempo di cambiamento? Le buone maniere, le vecchie abitudini, le citazioni dei classici, la sporta di Winnie con lo spazzolino e il rossetto e il cappellino sono un mondo riconoscibile? Le loro parole sono ancora umane?"

L’opera drammatica è congegnata in ogni infinitesimo particolare, a livello quasi maniacale: le indicazioni di Beckett per la messa in scena sono quasi un obbligo morale al rispetto assoluto del testo.
Si tratta di una partitura esatta per gli interpreti, che sfugge alla riscrittura della regia.
Come è possibile farla rivivere, oggi, sul palcoscenico?
"È un invito alla misura della sottigliezza e all’avventura della nuance,", risponde il regista, "una esaltante ricerca interna alla disciplina, all’estetica e al senso del lavoro dell’attore." 

 

La tappa cesenate dello spettacolo si inserisce nel progetto Scena Solidale realizzato da Emilia Romagna Teatro nel 2012 a favore dell’Emilia terremotata.


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